Il mare non bagna Napoli

Il mare non bagna Napoli Al suo primo apparire nel Il mare non bagna Napoli sembr a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato neorealismo Era tutt altra cosa Nato dall incontro della scrittrice co

  • Title: Il mare non bagna Napoli
  • Author: Anna Maria Ortese
  • ISBN: 9788845910548
  • Page: 350
  • Format: Paperback
  • Al suo primo apparire, nel 1953, Il mare non bagna Napoli sembr a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato neorealismo Era tutt altra cosa Nato dall incontro della scrittrice con quella citt che era e non era la sua uscita in pezzi dalla guerra un incontro che fu insieme un addio a Napoli la Ortese non torner , in seguito, praticamente maAl suo primo apparire, nel 1953, Il mare non bagna Napoli sembr a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato neorealismo Era tutt altra cosa Nato dall incontro della scrittrice con quella citt che era e non era la sua uscita in pezzi dalla guerra un incontro che fu insieme un addio a Napoli la Ortese non torner , in seguito, praticamente mai , il libro la cronaca di uno spaesamento La citt ferita e lacera diventa infatti uno schermo sul quale l autrice proietta ci che lei stessa definisce la propria nevrosi una nevrosi metafisica, una impossibilit di accettare il reale e la sua oscura sostanza, la cecit del vivere, un orrore del tempo che ogni cosa corrode e divora e insieme il riconoscimento del cupo incanto della citt , del mondo Tutto il libro, con la sua scrittura febbrile e allucinata e al tempo stesso rigorosissima, un grido contro questo orrore, da cui lo sguardo come quello della bambina Eugenia il giorno in cui mette gli occhiali, nel primo, indimenticabile racconto vorrebbe potersi distogliere e non pu La presente edizione accompagnata da due testi del tutto nuovi e preziosi, scritti dall autrice ripensando questo suo libro per il lettore saranno la guida pi sicura.

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      350 Anna Maria Ortese
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      Posted by:Anna Maria Ortese
      Published :2019-08-10T04:39:07+00:00


    About “Anna Maria Ortese

    • Anna Maria Ortese

      Born in Rome in the year 1914, Anna Maria Ortese grew up in southern Italy primarily Naples and in Lybia, the fifth of nine children of a soldier s family often short on money Like many poor girls of her generation, Ortese left school at age thirteen, initially with the idea of studying and then, teaching music in mind until the discovery of literary romanticism, particularly the writings of Edgar Allan Poe and Katherine Mansfield, and her need for creative self expression made her turn to writing She eventually studied with Massimo Bontempelli, proponent of the magical realism she herself would soon make her own as well, and in 1937 published her first collection of short stories, entitled Angelici Dolori Her work garnered her native Italy s most prestigious literary prizes most notably, the 1953 Premio Viareggio for the collection of stories Il Mare Non Bagna Napoli published in English under the title The Bay Is Not Naples and the 1967 Premio Strega for the novel Poveri e Semplici , and she is considered one of the foremost Italian writers of the 20th century.



    262 thoughts on “Il mare non bagna Napoli

    • Sono molto felice di aver scoperto questo libro. Potevo sentire vividamente i dettagli di ogni scena: i suoni, le luci, i colori, le emozioni. È raro trovare un'attenzione così splendida ai dettagli, che rende questa un'esperienza di lettura incredibilmente evocativa. Recupererò più libri di Ortese perché il suo stile di scrittura è assolutamente sbalorditivo. Consigliatissimo!Ecco alcune delle citazioni più belle:Sentiva confusamente che al di là di quella stanza, sempre piena di panni [...]


    • Una miseria senza più forma, silenziosa come un ragno, disfaceva e rinnovava a modo suo quei miseri tessuti, invischiando sempre più gli strati minimi della plebe, che qui è regina. Straordinario era pensare come, in luogo di diminuire o arrestarsi, la popolazione cresceva, ed estendendosi, sempre più esangue, confondeva terribilmente le idee all'Amministrazione pubblica, mentre gonfiava di strano orgoglio e di più strane speranze il cuore degli ecclesiastici. Qui, il mare non bagna Napoli. [...]


    • Cinque racconti molto belli, fra i quali i miei preferiti sono Un paio di occhiali e La città involontaria.La mia recensione si trova qui: sonnenbarke.wordpress/201


    • Un vero e proprio gioiello storico dove la Ortese racconta di Napoli e lo fa con una delicatezza immensa, inconsapevolmente di ciò che sta facendo, ma con una potenza strepitosa di un Leone. Questo libro è visionario, così come fu lei. Una delle più grandi autrici Italiane del novecento.


    • Le lenti della borghesia: dal sogno alla realtà.Cinque racconti in cui serpeggia la descrizione lapidaria di una Napoli distrutta dall'uomo e dalla storia; una Napoli che vive tra le macerie del dopoguerra. Vite sotterranee, vicoli umidi dove non si sente neanche il mare perchè ogni vitalità, ogni speranza dell'umano è persa."–Ce sta ‘o sole ‘o sole!– canticchiò, quasi sulla soglia del basso, la voce di don Peppino Quaglia. – Lascia fa' a Dio, – rispose dall'interno, umile e vag [...]


    • Il mare non bagna Napoli è costituito da cinque racconti dove ad essere protagonisti sono la miseria e la povertà di Napoli nell’immediato secondo dopoguerra, il degrado dei quartieri e la noncuranza dei suoi abitanti. Il primo racconto Un paio di occhiali rappresenta l’essenza dell’intero libro. Protagonista è Eugenia, una bambina che vede poco e male, nel giorno in cui finalmente arrivano i suoi occhiali nuovi con cui potrà vedere chiaramente ciò che la circonda. Una volta indossati [...]


    • Splendida scoperta. Una scrittrice che non conoscevo, una scrittura vellutata e mostruosa, un sussurro terribile, che sbircia e racconta quello che vede dalle porte socchiuse sui bassi di Napoli. "L'oro di Forcella" è forse tra i racconti più vividi che abbia mai letto.


    • Il Mare non bagna Napoli è il libro che costò alla Ortese una sorta di volontario esilio da quella città, e tutta una serie di ferite che mai si rimargirarono tra l'autrice, la città e certi "intellettuali" napoletani, allora suoi amici (Compagnone, La Capria, Rea, Prisco, Prunas), che compaiono in uno dei racconti del libro e che vengono raffiguarati in una sorta di sterile impotenza, una generazione di sconfitti (cui lei stessa sa di appartenere, e per questo tanto più amaro è l'affresco [...]


    • «[] una meraviglia senza coscienza.»Un libro che mi ha fatto sentire a casa, in famiglia. Gli atteggiamenti dei personaggi, i discorsi, il rendere tragedia anche la più piccola delle cose, i luoghi. Mi son sentito più a casa qui che in un qualsiasi libro ambientato nella città in cui vivo e sono cresciuto, ed è stata anche per questo motivo una lettura meravigliosa e commovente. È il libro che mi porterei dietro se dovessi allontanarmi dall'Italia, fantastico. Napoli è qualcosa che hai n [...]


    • Ritratto di Napoli nel primo dopoguerra attraverso vari racconti. Scrittura antiquata, nonostante non sia così antico il libro, che descrive una città rassegnata, decadente, quasi maledetta. Per alcuni aspetti ricorda la miserie della Pelle, di Malaparte. Tutto sommato non un libro da rileggere, benché alcuni tratti di Napoli vi siano sicuramente rappresentati in modo realistico (altri, invece, in modo troppo morboso).


    • Si tratta di una raccolta di racconti il cui tema centrale è Napoli, la Napoli della miseria e dei miserabili. Il primo racconto mi è piaciuto molto, gli altri invece ho fatto fatica ad apprezzarli. Un po' per la scrittura e un po' per i toni stessi usati dall'autrice che nella prefazione lei stessa definisce "esaltati".


    • ''Provò la medesima paura di chi si è gettato contro un fantoccio che ballava appeso a un albero, e improvvisamente scopre che non è un fantoccio, ma un giustiziato; e avverte qualcosa anche intorno al suo collo, e si accorge che lui stesso pende dal ramo di un albero. Continuò a ridere, ma in un tono falso''


    • "Era una cittá enorme, la più grande e imponente del mondo per il nocciolo pagano, e solo nel segno delle sue ferite, cristiano; e l'albero che era uscito da quel nocciolo, ancora, fatto strano, non si capiva che fosse, nè poteva dirsi a quale specie appartenessero le sue liscie foglie, i suoi molli frutti"


    • I primi racconti sono favolosi, dopodiché c'è un racconto molto realistico che un pochino rovina l'equilibrio dei racconti. In ogni caso tutti questi racconti sono pieni di frammenti della cultura tipicamente napoletana.


    • Ci ho dovuto pensare un attimo, ma mi sentirei troppo in colpa a dare 4 stelle, soprattutto per il quarto racconto “La città involontaria”.Cinque immagini crude della Napoli del dopoguerra, buia e priva di una condizione di umanità, dove sembra non esser sopravvissuta alcun’emozione.


    • Scrittura molto travolgente in questi racconti da cui emerge tutta la napoletaneita che ci si aspetta.Per alcuni versi struggente e malinconico.


    • Descrizioni intense, quasi violente che gettano una cruda luce sulla realtà di Napoli senza mai perdere di vista l'aspetto folkloristico della città. La storia della genesi del libro (che l'autrice racconta al termine dello scritto) è davvero interessante e merita di essere conosciuta per comprendere appieno il senso dell'opera.


    • 'Un paio di occhiali' e 'Oro a Forcella' meritano la lettura di questa raccolta. Con occhi disincantati guarda una Napoli che anche nel suo degrado mostra quel fascino tipico di molte città del sud del Mediterraneo che da un lato attrae ma allo stesso tempo respinge.



    • Bel libro di Anna Maria Ortese, specialmente i primi racconti rimangono impressi per la loro serietà poetica. Non certo la Napoli solare e spensierata della mitologia!



    • Okay so I hated it for ages then when I actually did the tutorials on it, I came to love it. Sorry Ortese for all the bad things I said about you



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